Consulenza GDPR e DPO esterno a Genova
Pagina aggiornata al 31 agosto 2026 · a cura del Dott. Pietro Cravero, DPO certificato
Cerchi un DPO esterno o un consulente privacy a Genova? Il servizio è pensato per operatori portuali e logistici, aziende di cantieristica navale, società energetiche e assicurazioni marittime, con consulenza GDPR completa e valutazione degli obblighi AI Act dove pertinente.
Come lavoro: lo Studio ha sede a Sassari e segue le organizzazioni di Genova da remoto, con un unico referente e senza passaggi fra consulenti diversi. Gli incontri in presenza si concordano quando servono davvero.
Genova Liguria
I settori del territorio e i dati che trattano: ogni pagina parte da qui.
- Terminal portuali e operatori logistici
- Cantieristica navale
- Aziende energetiche
- Assicurazioni e servizi marittimi
- Sanità e studi medici
Consulenza GDPR e AI Act a Genova: chi seguo
Genova ospita il principale scalo merci d'Italia, con un indotto di terminalisti, spedizionieri e operatori logistici di primo piano. A questo si affianca una tradizione consolidata nella cantieristica navale, nel settore energetico e nelle assicurazioni marittime. Sono ambiti ad alta intensità di dati: personale portuale, flussi merci, sistemi di videosorveglianza estesa sulle banchine, contratti assicurativi complessi.
- ✓ Terminal portuali e operatori logistici
- ✓ Cantieristica navale
- ✓ Aziende energetiche
- ✓ Assicurazioni e servizi marittimi
- ✓ Sanità e studi medici
Casi tipici in questi settori
Documentazione tecnica condivisa con committenti e subfornitori, badge di ingresso e riprese delle aree di lavoro: la nomina a responsabile del trattamento dei terzi è il punto più spesso scoperto.
Localizzazione dei mezzi, dati dei conducenti e tracciamento delle spedizioni: il GPS sui veicoli aziendali è uno dei punti su cui il Garante interviene più spesso.
Profilazione dei clienti e valutazione del rischio: se la decisione e automatizzata si applica anche l'art. 22 del GDPR, oltre all'AI Act.
Dati sulla salute (art. 9), referti inviati per email, fascicoli e software clinici che integrano funzioni di intelligenza artificiale. Per ospedali, case di cura e RSA il DPO è di regola obbligatorio; per il singolo studio medico di norma no, ma registro, informative e nomine dei fornitori restano dovuti.
Quando il DPO è obbligatorio
Il Regolamento prevede tre ipotesi di nomina obbligatoria, di cui una sola opera in automatico. Le altre due dipendono da cosa si tratta e in che misura, non dal codice ATECO. Ecco come si presentano di solito da queste parti.
| Tipo di organizzazione | DPO | Perché |
|---|---|---|
| Comune o ente pubblico | Sempre | Art. 37 par. 1 lett. a: nessuna soglia dimensionale, vale anche per gli enti piccoli. |
| Struttura sanitaria o RSA | Quasi sempre | Trattamento su larga scala di dati relativi alla salute, categoria particolare ex art. 9. |
| Operatore logistico con tracciamento mezzi | Da valutare | Geolocalizzazione e misurazione delle attività possono configurare monitoraggio sistematico su larga scala. |
| Terminal o operatore portuale | Da valutare | Controllo accessi permanente e videosorveglianza estesa avvicinano la soglia del monitoraggio sistematico. |
| Azienda manifatturiera | Di norma no | Restano dovuti registro, informative, nomine, formazione e misure di sicurezza. |
Anche fuori dai casi obbligatori la nomina volontaria è ammessa e spesso utile, perché concentra la responsabilità su una figura sola e lascia traccia documentale. Approfondimento nella guida ai requisiti.
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Il GDPR non richiede la presenza fisica del DPO
Il GDPR non impone che il DPO sia fisicamente presente in porto o in cantiere. Registro dei trattamenti, informative, DPIA e formazione del personale si gestiscono efficacemente a distanza, con sopralluoghi dedicati solo dove serve verificare fisicamente un impianto di videosorveglianza o un sistema di controllo accessi. Per gli operatori genovesi significa accedere a una consulenza specialistica indipendente, senza vincoli di prossimità.
AI Act a Genova
Sistemi di visione artificiale per la movimentazione dei container, piattaforme predittive per la manutenzione delle navi, algoritmi di ottimizzazione dei flussi portuali: strumenti sempre più diffusi negli scali come quello di Genova, che spesso rientrano nel perimetro dell'AI Act come sistemi ad alto rischio. Ho dedicato una pagina alla classificazione del rischio e alle scadenze per Genova: Consulente AI Act a Genova →
Contenuti generati con l’IA: che cosa tocca davvero a te
Il 2 dicembre 2026 è il termine entro cui i fornitori di sistemi generativi già sul mercato prima del 2 agosto 2026 devono marcare i propri output in formato leggibile dalle macchine (art. 50 par. 2). Non è un adempimento di chi quei sistemi li usa. All’organizzazione utilizzatrice il Regolamento chiede un’altra cosa, già applicabile dal 2 agosto 2026: dichiarare i deepfake e i testi generati con l’IA che vengono pubblicati per informare il pubblico su temi di interesse pubblico, salvo che il contenuto sia stato rivisto da una persona e qualcuno se ne assuma la responsabilità editoriale (art. 50 par. 4). Alla stessa data del 2 dicembre 2026 diventano operativi i due divieti aggiunti dal Regolamento (UE) 2026/1744: deepfake intimi non consensuali e materiale pedopornografico generato con l’IA. In pratica: chiedi per iscritto ai fornitori dei tuoi strumenti generativi come rispettano l’art. 50 par. 2, e stabilisci chi rivede i contenuti prima che escano.
Le sanzioni del GDPR
I massimali previsti sono due e vale il più alto fra la cifra fissa e la quota sul fatturato mondiale. Va detto che nella realtà il Garante modula parecchio, tenendo conto di gravità, durata, numero di interessati e atteggiamento tenuto durante l'istruttoria.
Violazione dei principi, delle basi giuridiche, dei diritti degli interessati e delle regole sui trasferimenti extra-UE.
Obblighi del titolare e del responsabile: registro, sicurezza, notifica dei data breach, nomina del DPO, valutazione d'impatto.
Un dettaglio che sfugge: non nominare il DPO quando dovuto sta nella fascia da 10 milioni, non in quella da 20. Il problema vero è a valle, perché dove manca il DPO mancano di regola anche registro, informative e gestione dei data breach, che stanno nella fascia superiore.
Hai dubbi su cosa ti spetta? La prima call non ha costo e serve a separare gli obblighi reali da quelli che ti hanno raccontato.
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Cosa comprende il servizio
- DPO esterno: nomina formale, vigilanza, contatto con il Garante
- DPIA per videosorveglianza portuale e sistemi AI ad alto rischio
- Registro dei trattamenti e informative a norma
- Audit privacy e analisi del rischio
- Formazione GDPR online con attestati per il personale
- Cookie e siti web: banner e compliance
Prima di decidere, tre approfondimenti utili: i compiti del DPO · chi può ricoprire il ruolo · cosa determina il costo.
Cosa resta in mano tua
Quello che produciamo resta di proprietà dell'organizzazione, in formato aperto, e non smette di funzionare quando finisce l'incarico.
- Registro art. 30 redatto sulla base dei trattamenti effettivi, non di un modello generico
- Informative su misura per interessati esterni, dipendenti e videosorveglianza
- Nomine e istruzioni a responsabili, incaricati e amministratori di sistema
- Valutazione d'impatto quando prevista, corredata dall'analisi preliminare
- Procedura di gestione dei data breach con tempistiche e modulistica
- Formazione per ruoli con materiali, attestati nominativi e registro
Le domande da fare a chi tratta i tuoi dati
Chi ti fornisce software, spazio cloud o servizi amministrativi tratta dati per tuo conto, e la tua posizione dipende anche dalla sua. Le domande vanno poste nero su bianco.
- Esiste un accordo sul trattamento ex art. 28, e cosa prevede esattamente?
- Quali sub-responsabili utilizzate, e ci verrà comunicato se cambiano?
- Dove sono fisicamente i server, e ci sono trasferimenti fuori dall'Unione europea?
- Entro quanto ci avvisate in caso di violazione dei dati, e con quali informazioni?
- Che fine fanno i dati alla scadenza del contratto: restituzione, cancellazione, entro quando?
- Il vostro software ha funzioni di intelligenza artificiale attive, e sono disattivabili?
Quella sull'intelligenza artificiale è la domanda più nuova e la più trascurata: capita spesso che un aggiornamento accenda funzioni generative senza che nessuno lo abbia chiesto.
Domande frequenti — DPO a Genova
Il DPO deve essere fisicamente presente in azienda?
No. Il GDPR non impone la presenza fisica del DPO: richiede che sia facilmente raggiungibile e in grado di svolgere i propri compiti. Registro, informative, DPIA, audit e formazione si gestiscono in digitale; dove serve un sopralluogo si organizza un intervento dedicato.
Quanto costa un DPO esterno a Genova?
Dipende dalla dimensione dell'azienda e dai trattamenti, inclusi eventuali sistemi di automazione portuale. La prima videocall di valutazione è gratuita e ricevi un preventivo su misura.
Gli operatori portuali di Genova devono valutare l'AI Act?
Si, quando utilizzano sistemi di visione artificiale per la movimentazione dei container o sistemi predittivi per la manutenzione: si tratta spesso di sistemi di intelligenza artificiale soggetti a valutazione secondo l'AI Act, oltre agli obblighi GDPR sui dati del personale e della videosorveglianza.
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