Pagina aggiornata al 31 agosto 2026 · a cura del Dott. Pietro Cravero, DPO certificato
Cerchi consulenza GDPR o un DPO esterno a Catanzaro? Seguo strutture sanitarie e universitarie, enti della Pubblica Amministrazione regionale e locale, studi professionali e imprese di servizi della provincia, con adeguamento GDPR completo e valutazione degli obblighi AI Act dove pertinente.
Come lavoro: lo Studio ha sede a Sassari e segue le organizzazioni di Catanzaro da remoto, con un unico referente e senza passaggi fra consulenti diversi. Gli incontri in presenza si concordano quando servono davvero.
Catanzaro è capoluogo di regione, e questo le dà una densità di amministrazione pubblica e di sanità molto superiore al suo peso demografico: uffici regionali, azienda sanitaria provinciale, policlinico universitario, ateneo con facoltà mediche. Sono le due categorie di trattamenti più delicate che esistono, e capita che stiano nello stesso edificio.
Nella sanità il dato è quello dell'art. 9, trattato su larga scala e condiviso fra reparti, laboratori esterni e fornitori di software. Nella PA il problema è tenere insieme la trasparenza amministrativa, che impone di pubblicare, e la protezione dei dati, che impone di non pubblicare più del dovuto. Attorno c'è un tessuto di studi professionali e imprese di servizi che lavorano proprio per questi due mondi, e che ne ereditano gli obblighi come responsabili del trattamento.
Referti, gestionali di prenotazione e archivi clinici: dati particolari che richiedono misure rafforzate e quasi sempre una valutazione d'impatto.
Albo pretorio, amministrazione trasparente, istanze e procedimenti: pubblicare quanto la legge impone senza esporre più dati del dovuto è un equilibrio che va documentato.
Chi gestisce gestionali, archivi o assistenza per enti e strutture sanitarie è responsabile del trattamento: servono nomina ex art. 28, istruzioni scritte ed elenco dei sub-fornitori.
Il Regolamento prevede tre ipotesi di nomina obbligatoria, di cui una sola opera in automatico. Le altre due dipendono da cosa si tratta e in che misura, non dal codice ATECO. Ecco come si presentano di solito da queste parti.
| Tipo di organizzazione | DPO | Perché |
|---|---|---|
| Comune o ente pubblico | Sempre | Art. 37 par. 1 lett. a): la nomina opera in automatico, senza soglie dimensionali. |
| Azienda sanitaria, ospedale o RSA | Sempre | Ente pubblico e trattamento su larga scala di dati relativi alla salute: la nomina è dovuta a doppio titolo. |
| Università o ente di ricerca pubblico | Sempre | Natura pubblica del soggetto, con in più i trattamenti su studenti e partecipanti a studi clinici. |
| Laboratorio di analisi o poliambulatorio privato | Quasi sempre | Trattamento su larga scala di dati relativi alla salute, categoria particolare ex art. 9. |
| PMI, studio professionale o attività commerciale | Di norma no | Restano dovuti registro, informative, nomine, formazione e misure di sicurezza. |
Anche fuori dai casi obbligatori la nomina volontaria è ammessa e spesso utile, perché concentra la responsabilità su una figura sola e lascia traccia documentale. Approfondimento nella guida ai requisiti.
Il GDPR chiede che il DPO sia raggiungibile e in condizione di svolgere i propri compiti, non che sia fisicamente in ufficio. Registro, informative, nomine, DPIA e formazione sono attività documentali e organizzative, che si gestiscono in digitale con un canale diretto e tempi di risposta certi.
Per gli enti del territorio, spesso piccoli e con personale ridotto, il DPO esterno da remoto è la soluzione ordinaria e pienamente ammessa. Quello che conta è che i contatti siano pubblicati sul sito istituzionale, come impone l'art. 37 par. 7, e che la risposta arrivi nei tempi quando un cittadino esercita un diritto o si sospetta una violazione: la mancata pubblicazione dei contatti non è una dimenticanza formale, è il primo elemento che un'autorità verifica.
Sulla sanità l'AI Act è severo per costruzione: l'Allegato III classifica ad alto rischio i sistemi di supporto diagnostico e di triage, e una parte degli obblighi ricade su chi li utilizza, non solo su chi li produce. Negli enti pubblici il tema è invece il confine fra istruttoria assistita e decisione automatizzata, che i decreti italiani hanno delimitato con chiarezza. Ho dedicato una pagina alla classificazione dei sistemi e alle scadenze: Consulente AI Act a Catanzaro →
Il 2 dicembre 2026 è il termine entro cui i fornitori di sistemi generativi già sul mercato prima del 2 agosto 2026 devono marcare i propri output in formato leggibile dalle macchine (art. 50 par. 2). Non è un adempimento di chi quei sistemi li usa. All’organizzazione utilizzatrice il Regolamento chiede un’altra cosa, già applicabile dal 2 agosto 2026: dichiarare i deepfake e i testi generati con l’IA che vengono pubblicati per informare il pubblico su temi di interesse pubblico, salvo che il contenuto sia stato rivisto da una persona e qualcuno se ne assuma la responsabilità editoriale (art. 50 par. 4). Alla stessa data del 2 dicembre 2026 diventano operativi i due divieti aggiunti dal Regolamento (UE) 2026/1744: deepfake intimi non consensuali e materiale pedopornografico generato con l’IA. In pratica: chiedi per iscritto ai fornitori dei tuoi strumenti generativi come rispettano l’art. 50 par. 2, e stabilisci chi rivede i contenuti prima che escano.
I massimali previsti sono due e vale il più alto fra la cifra fissa e la quota sul fatturato mondiale. Va detto che nella realtà il Garante modula parecchio, tenendo conto di gravità, durata, numero di interessati e atteggiamento tenuto durante l'istruttoria.
Violazione dei principi, delle basi giuridiche, dei diritti degli interessati e delle regole sui trasferimenti extra-UE.
Obblighi del titolare e del responsabile: registro, sicurezza, notifica dei data breach, nomina del DPO, valutazione d'impatto.
Un dettaglio che sfugge: non nominare il DPO quando dovuto sta nella fascia da 10 milioni, non in quella da 20. Il problema vero è a valle, perché dove manca il DPO mancano di regola anche registro, informative e gestione dei data breach, che stanno nella fascia superiore.
Hai dubbi su cosa ti spetta? La prima call non ha costo e serve a separare gli obblighi reali da quelli che ti hanno raccontato.
Richiedi una valutazione gratuita →Approfondimenti: guida al DPO · requisiti e conflitto di interessi · costi e cosa include l'incarico.
Quello che produciamo resta di proprietà dell'organizzazione, in formato aperto, e non smette di funzionare quando finisce l'incarico.
Chi ti fornisce software, spazio cloud o servizi amministrativi tratta dati per tuo conto, e la tua posizione dipende anche dalla sua. Le domande vanno poste nero su bianco.
Quella sull'intelligenza artificiale è la domanda più nuova e la più trascurata: capita spesso che un aggiornamento accenda funzioni generative senza che nessuno lo abbia chiesto.
Sì, praticamente sempre. Se è pubblica la nomina è dovuta per la natura del soggetto; se è privata scatta comunque il presupposto del trattamento su larga scala di dati relativi alla salute. Nel dubbio, la nomina volontaria è ammessa e conviene, perché concentra la responsabilità e lascia traccia documentale.
Sì, senza eccezioni e senza soglie di abitanti. L'art. 37 par. 1 lett. a) lega l'obbligo alla natura pubblica del soggetto. Più comuni possono nominare un unico DPO, soluzione frequente e ammessa purché la figura resti effettivamente raggiungibile da ciascun ente e i contatti siano pubblicati sul sito istituzionale.
È responsabile del trattamento: serve una nomina ex art. 28 con istruzioni scritte, l'elenco dei sub-fornitori con l'impegno a comunicarne le variazioni, l'indicazione di dove risiedono i server e i tempi entro cui segnalare una violazione. È il punto su cui le verifiche partono più spesso, perché è documentale e si controlla in mezz'ora.
Il servizio copre l'intera provincia: Lamezia Terme, Soverato, Sellia Marina, Chiaravalle Centrale, Girifalco e i comuni dell'istmo e della costa ionica, incluse le realtà con più sedi.
Richiedi una valutazione gratuita: ti diciamo cosa manca per essere a norma, GDPR e AI Act inclusi.
Richiedi una valutazione gratuita →Sull'intelligenza artificiale: Consulente AI Act a Catanzaro · quadro nazionale AI Act.
Seguo aziende ed enti anche a: Cosenza · Reggio Calabria · Potenza · Napoli e in tutta Italia.