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DPO certificato · Roma · Conformità AI Act

Consulente AI Act a Roma

Pagina aggiornata al 31 agosto 2026 · a cura del Dott. Pietro Cravero, DPO certificato

Roma concentra il maggior numero di enti pubblici d'Italia, una sanità privata capillare e un settore media e comunicazione tra i più grandi del Paese. Dal 2 agosto 2026 diventano applicabili gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 e le autorità acquisiscono pieni poteri di vigilanza. Come DPO certificato seguo enti e aziende romane nella classificazione dei loro sistemi di IA.

Come lavoro: lo Studio ha sede a Sassari e segue le organizzazioni di Roma da remoto, con un unico referente e senza passaggi fra consulenti diversi. Gli incontri in presenza si concordano quando servono davvero.

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RomaIl Pantheon
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Il perimetro dell'incarico

Mi occupo di conformità normativa. In concreto significa tre cose: stabilire quali sistemi di intelligenza artificiale la tua organizzazione utilizza davvero, determinare in quale classe di rischio ricadono e con quale ruolo li impieghi, e produrre la documentazione che dimostra l'adempimento in caso di verifica.

Non mi occupo invece della scelta, dello sviluppo o dell'integrazione tecnica degli strumenti: quella è una professione diversa e richiede competenze diverse. Se hai già un fornitore tecnologico, il mio lavoro si affianca al suo occupandosi del lato normativo, che è quasi sempre il pezzo mancante.

Il presupposto è sempre lo stesso: l'AI Act non sostituisce il GDPR, si aggiunge. Le due normative attingono agli stessi fatti e producono documentazione che deve risultare coerente, motivo per cui seguirle separatamente con due interlocutori diversi genera quasi sempre contraddizioni.

Dove l'AI Act tocca le imprese di Roma

Pubblica amministrazione

Chatbot per i cittadini, sistemi di supporto istruttorio per le pratiche, strumenti di analisi predittiva. Quando incidono sull'accesso a servizi pubblici essenziali possono rientrare tra i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III.

Sanità privata e poliambulatori

AI diagnostica, trascrizione automatica dei referti, assistenti di segreteria clinica. Dati sanitari e sistemi di supporto alla diagnosi richiedono classificazione attenta e, spesso, DPIA specifica.

Media e comunicazione

Generazione di contenuti testuali, audio e video, doppiaggio sintetico: rientrano negli obblighi di trasparenza sui contenuti generati o manipolati artificialmente, con marcatura leggibile automaticamente dal 2 dicembre 2026.

Terzo settore ed enti

Chatbot per l'assistenza a donatori e associati, strumenti di gestione delle campagne: perlopiu rischio limitato o minimo, ma con lo stesso obbligo di alfabetizzazione del personale.

A Roma il tema più delicato riguarda la PA: gli enti che personalizzano sistemi di IA per servizi ai cittadini possono, in alcuni casi, assumere essi stessi obblighi da fornitore. Per la sanità privata, l'attenzione va alla documentazione dei sistemi di supporto diagnostico.

I sistemi in uso a Roma, classe per classe

Questa è la mappatura che ricorre più spesso nelle organizzazioni del territorio. Non sostituisce l'assessment, ma serve a capire in anticipo dove ci si trova.

SistemaClasseCosa comporta
Chatbot sul portale dei serviziRischio limitatoIl cittadino deve poter capire che sta interagendo con un sistema automatico. Obbligo già applicabile.
Smistamento automatico delle istanzeRischio minimoNessun obbligo specifico oltre a censimento e formazione, salvo che incida sull'esito del procedimento.
Supporto diagnostico e triageAlto rischioAllegato III: sorveglianza umana, qualità dei dati e registrazione. Obblighi dal 2 dicembre 2027.
Revenue management e prenotazioniRischio minimoNessun obbligo AI Act. Se personalizza sul singolo ospite valgono le regole GDPR sulla profilazione.
Strumenti generativi in mano ai dipendentiRischio limitatoVanno dichiarati i contenuti prodotti artificialmente. L'art. 4 chiede misure di alfabetizzazione dal febbraio 2025, non un livello di competenza garantito.
Filtri automatici sulle candidatureAlto rischioRientra nell'Allegato III. Nessuna decisione sul rapporto di lavoro può poggiare solo sull'esito del sistema.
Analisi delle emozioni in ambito lavorativoVietatoDivieto assoluto dall'art. 5, in vigore dal 2 febbraio 2025, anche se la funzione e accessoria.

Le quattro classi di rischio

Rischio inaccettabileVietati dal 2 febbraio 2025
Alto rischioObblighi pieni, dal 2 dicembre 2027 e dal 2 agosto 2028
Rischio limitatoTrasparenza art. 50, già applicabile
Rischio minimoNessun obbligo specifico, resta l'art. 4

Il livello si valuta per singolo sistema, non per organizzazione. Dettaglio ed esempi: i quattro livelli di rischio.

Fornitore o utilizzatore a Roma?

La quasi totalità delle organizzazioni romane, pubbliche e private, e utilizzatore dei sistemi di IA che adotta. Fanno eccezione i casi in cui un ente pubblico o un'azienda media personalizzano in modo sostanziale un sistema o lo rimarchiano: in quel caso possono assumere anch'essi il ruolo di fornitore, con gli obblighi che ne derivano.

FornitoreLo sviluppi, o lo immetti sul mercato con il tuo nome
UtilizzatoreLo usi sotto la tua autorità, sviluppato da altri

Le scadenze

2 febbraio 2025In vigore

Alfabetizzazione IA del personale (art. 4) e divieti sulle pratiche a rischio inaccettabile (art. 5).

2 agosto 2026In vigore

Obblighi di trasparenza (art. 50) applicabili. Le autorità nazionali hanno pieni poteri di vigilanza e sanzione.

2 dicembre 2026Prossima scadenza

Marcatura leggibile automaticamente dei contenuti generati dall'IA, più i nuovi divieti sui sistemi di nudificazione.

Gli obblighi sui sistemi ad alto rischio arrivano tra il 2027 e il 2028. Il calendario completo, aggiornato al Digital Omnibus e ai decreti attuativi italiani, e nella guida alle scadenze AI Act.

Le sanzioni, con i numeri reali

Gli importi che circolano sono spesso citati male. I livelli sono tre, e per le PMI si applica l'importo inferiore fra i due parametri, non il maggiore.

35 milioni
oppure il 7% del fatturato

Pratiche vietate dall'art. 5: manipolazione, punteggio sociale, riconoscimento delle emozioni sul lavoro.

15 milioni
oppure il 3% del fatturato

Violazione degli altri obblighi, inclusa la trasparenza dell'art. 50 e gli adempimenti sui sistemi ad alto rischio.

7,5 milioni
oppure l'1% del fatturato

Informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti fornite alle autorità in sede di controllo.

Sul piano nazionale i decreti approvati il 4 agosto 2026 graduano gli importi per gravità, con massimali in alcune fattispecie inferiori a quelli europei. La vigilanza sul mercato spetta ad ACN, la notifica ad AgID.

Un punto che vale la pena chiarire: l'art. 4 sull'alfabetizzazione non prevede una sanzione autonoma. Questo non lo rende privo di conseguenze, perché il grado di diligenza dell'organizzazione incide sulla determinazione di qualunque altra sanzione. È l'adempimento meno costoso, ed è quello che viene rimandato più spesso.

Non sai da dove cominciare? La prima valutazione è gratuita e serve solo a capire quali sistemi hai davvero in casa e quali obblighi ti riguardano.

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Come ti accompagno

01
Assessment e inventario

Mappiamo quali sistemi di IA sono realmente in uso, inclusi quelli adottati spontaneamente dal personale. Il servizio nel dettaglio.

02
Classificazione del rischio e del ruolo

Stabiliamo in quale categoria rientra ciascun sistema e se la tua organizzazione è fornitore o utilizzatore.

03
Trasparenza

Adeguiamo informative, avvisi sui chatbot e dichiarazione dei contenuti generati. Adeguamento art. 50.

04
Formazione del personale

Sessioni pratiche con attestato e registro delle ore, per documentare l'adempimento dell'art. 4. Formazione AI Act.

05
Documentazione

Policy aziendale sull'uso dell'IA e registro dei sistemi, integrati con la documentazione GDPR già esistente.

Cosa resta in mano tua

Al termine del percorso la documentazione è tua e resta utilizzabile anche senza di me. Non lavoro con documenti che restano dentro piattaforme a cui perdi accesso quando finisce l'incarico.

Le domande da fare al tuo fornitore

Buona parte della conformità di un utilizzatore dipende da informazioni che solo il fornitore possiede. Queste sono le domande da porre per iscritto, prima di firmare o rinnovare.

  1. Quali componenti del prodotto usano intelligenza artificiale, e quali di questi possiamo spegnere?
  2. I dati che inseriamo servono ad addestrare i vostri modelli? Possiamo chiamarci fuori?
  3. Qual è la vostra classificazione del sistema secondo il Regolamento, e con quale motivazione?
  4. Chi sono i sub-fornitori coinvolti e in quali Paesi risiedono le infrastrutture?
  5. Quanto a lungo restano memorizzati i contenuti immessi, comprese le conversazioni?
  6. In caso di riclassificazione ad alto rischio, vi impegnate a consegnare la documentazione tecnica?

Le risposte vanno conservate insieme all'accordo sul trattamento ex art. 28 GDPR.

Domande frequenti

Un ente pubblico romano che usa un chatbot per i cittadini ha obblighi AI Act?

Si. Dal 2 agosto 2026 deve informare chiaramente il cittadino che sta interagendo con un sistema di IA. Se il chatbot supporta decisioni su servizi essenziali, può rientrare tra i sistemi ad alto rischio, con obblighi di documentazione e sorveglianza umana.

La sanità privata romana deve fare una DPIA per l'AI diagnostica?

Nella maggior parte dei casi si, perché si trattano dati sanitari con un sistema di supporto alla decisione clinica. La valutazione va fatta insieme alla classificazione del rischio richiesta dall'AI Act.

Come si svolge concretamente il percorso di adeguamento?

Assessment, classificazione dei sistemi, formazione e documentazione si gestiscono in digitale, con videocall e scambio documentale su canali sicuri. Dove serve un sopralluogo, ad esempio su impianti o videosorveglianza, si organizza un intervento dedicato.

Vuoi sapere se la tua azienda e in regola?

La prima valutazione è gratuita: mappiamo i sistemi di IA in uso e definiamo cosa serve davvero, senza allarmismi.

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Servizio dedicato: Formazione AI Act (art. 4) · Approfondimenti: Consulenza AI Act (quadro nazionale) · Le scadenze aggiornate

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