Le quattro categorie a colpo d'occhio
| Livello | Esempi | Obblighi |
| Inaccettabile | Social scoring, riconoscimento emozioni sul lavoro, manipolazione subliminale | Vietati dal 2 febbraio 2025 |
| Alto rischio | Selezione del personale, merito creditizio, biometria, dispositivi medici | Obblighi pieni, dal 2 dicembre 2027 e dal 2 agosto 2028 |
| Limitato | Chatbot, contenuti generati con IA, deepfake | Trasparenza (art. 50), dal 2 agosto 2026 |
| Minimo | Filtri antispam, sistemi di raccomandazione, IA nei videogiochi | Nessun obbligo specifico |
Le quattro categorie in dettaglio
Livello 4 · il più grave
Rischio inaccettabile
Vietati dal 2 febbraio 2025 · sanzione fino a 35 mln € o 7% del fatturato
Pratiche ritenute incompatibili con i valori dell'Unione. Non esiste un percorso di conformità: questi sistemi non si possono usare.
Cosa rientra
- Manipolazione del comportamento con tecniche subliminali o ingannevoli
- Sfruttamento di vulnerabilità legate a età, disabilità o situazione sociale
- Punteggio sociale (social scoring) da parte di soggetti pubblici o privati
- Riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e negli istituti scolastici
- Categorizzazione biometrica per dedurre dati sensibili
- Scraping non mirato di immagini facciali da internet o telecamere
- Identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici, salvo eccezioni tassative
Livello 3
Alto rischio
Obblighi dal 2 dicembre 2027 (Allegato III) e dal 2 agosto 2028 (Allegato I)
Sistemi che incidono su diritti fondamentali, salute o sicurezza. Sono ammessi, ma con il carico di adempimenti più pesante del Regolamento.
Cosa rientra
- Selezione e gestione del personale: screening dei CV, valutazione, promozione
- Valutazione del merito creditizio e accesso a servizi essenziali
- Istruzione: ammissione, valutazione degli studenti, proctoring
- Identificazione biometrica e categorizzazione
- Gestione di infrastrutture critiche
- Giustizia, contrasto, controllo delle frontiere
- IA integrata in prodotti già regolati: dispositivi medici, macchinari, veicoli
Cosa comporta
- Sistema di gestione del rischio lungo tutto il ciclo di vita
- Governance dei dati di addestramento (art. 10)
- Documentazione tecnica e registrazione degli eventi
- Sorveglianza umana effettiva e valutazione di conformità
Livello 2 · il più diffuso
Rischio limitato
Obblighi di trasparenza dal 2 agosto 2026 · sanzione fino a 15 mln € o 3%
È la categoria in cui ricade la maggior parte degli strumenti usati oggi dalle imprese. Gli obblighi sono leggeri ma reali.
Cosa rientra
- Chatbot e assistenti virtuali a contatto con clienti o cittadini
- Contenuti generati con IA: testi, immagini, audio, video
- Deepfake e contenuti sintetici
- Sistemi di riconoscimento delle emozioni fuori dai casi vietati
Cosa comporta
- Informare le persone che stanno interagendo con un sistema di IA
- Dichiarare i contenuti generati o manipolati artificialmente
- Dal 2 dicembre 2026: marcatura leggibile automaticamente
Livello 1
Rischio minimo
Nessun obbligo specifico dall'AI Act
La grande maggioranza dei sistemi di IA in circolazione. Il Regolamento non impone adempimenti, ma questo non significa zero doveri.
Cosa rientra
- Filtri antispam
- Sistemi di raccomandazione di prodotti
- IA nei videogiochi
- Strumenti generici di produttività per uso interno
Cosa resta comunque
- L'obbligo di alfabetizzazione del personale (art. 4), che è trasversale a tutti i livelli
- Il GDPR, se il sistema tratta dati personali
- La documentazione della classificazione: anche "rischio minimo" è una conclusione da motivare
Tre errori frequenti nella classificazione
Classificare l'organizzazione anziché il sistema. La stessa azienda può avere contemporaneamente un chatbot a rischio limitato, un filtro antispam a rischio minimo e un software di selezione del personale ad alto rischio. La valutazione va fatta uno per uno.
Confondere il ruolo con il livello. Livello di rischio e ruolo — fornitore o utilizzatore — sono due assi indipendenti. Un utilizzatore di un sistema ad alto rischio non ha gli stessi obblighi del suo fornitore, ma non è nemmeno esente.
Non documentare l'esclusione. Concludere che un sistema non è ad alto rischio è una valutazione legittima, ma va messa per iscritto con le ragioni. In caso di verifica, la differenza tra una scelta motivata e un'omissione è tutta lì.
Domande frequenti
Quanti livelli di rischio definisce l'AI Act?
Quattro: rischio inaccettabile, alto rischio, rischio limitato e rischio minimo. La classificazione determina gli obblighi applicabili e va effettuata per ogni singolo sistema.
In quale categoria rientra un sistema usato per la selezione del personale?
Nell'alto rischio. I sistemi impiegati per assunzione, selezione dei candidati, valutazione o promozione dei lavoratori rientrano nell'Allegato III. I relativi obblighi sono applicabili dal 2 dicembre 2027 dopo il rinvio del Digital Omnibus.
Quali pratiche sono a rischio inaccettabile e quindi vietate?
Tra le altre: manipolazione subliminale, sfruttamento di vulnerabilità legate a età o disabilità, punteggio sociale, riconoscimento delle emozioni sul lavoro e a scuola, categorizzazione biometrica per dedurre dati sensibili, scraping non mirato di immagini facciali. Vietate dal 2 febbraio 2025.
Un chatbot per l'assistenza clienti è ad alto rischio?
No, rientra tipicamente nel rischio limitato: comporta obblighi di trasparenza ai sensi dell'art. 50, applicabili dal 2 agosto 2026.
I filtri antispam sono regolati dall'AI Act?
Rientrano nel rischio minimo, senza obblighi specifici. Restano l'obbligo di alfabetizzazione del personale (art. 4) e, se trattano dati personali, il GDPR.
Chi stabilisce in quale categoria rientra un sistema?
La classificazione è responsabilità dell'organizzazione, sulla base dei criteri del Regolamento e degli allegati. Va documentata, soprattutto quando si conclude che un sistema non è ad alto rischio.
Approfondimenti: articolo 50 e obblighi di trasparenza · le scadenze aggiornate · consulenza AI Act.
A cura del Dott. Pietro Cravero, DPO certificato (IDcert, Master II livello in Trattamento dei Dati Personali — Università Roma Tre). Studio Cravero Consulting affianca aziende, studi professionali e PA nella classificazione dei sistemi di IA e nell'adeguamento all'AI Act in tutta Italia. Chi sono.
Non sai in che categoria rientrano i tuoi sistemi?
La classificazione è il primo passo dell'adeguamento, e va documentata. La prima call di valutazione è gratuita.