DPO e Consulente Privacy in Sardegna
Pagina aggiornata al 31 agosto 2026 · a cura del Dott. Pietro Cravero, DPO certificato
Cerchi un consulente privacy o un DPO esterno in Sardegna? Affianco aziende, hotel, strutture sanitarie e Pubblica Amministrazione di tutta l'isola nell'adeguamento al GDPR: dalla documentazione alla formazione, con un metodo concreto e data-driven. Sede a Sassari, operativo da Cagliari a Olbia.
Consulenza GDPR e privacy in Sardegna: cosa offro
Che tu abbia bisogno di un consulente GDPR per metterti in regola o di un DPO esterno nominato formalmente, trovi un unico riferimento. Lavoro con un metodo chiaro e con strumenti che ho sviluppato io, e che uso nel seguire i clienti.
- DPO esterno: la figura obbligatoria per PA e sanità, e una garanzia per ogni azienda
- Consulenza GDPR completa: adeguamento dall'inizio alla fine
- Registro dei trattamenti, informative e nomine a norma
- DPIA per videosorveglianza, dati sanitari, profilazione
- Audit privacy e analisi del rischio
- Formazione GDPR del personale con attestati
Perché scegliere un DPO che conosce la Sardegna
La riforma dell'assetto territoriale della Regione Sardegna del 2025-2026 ha ridisegnato province e istituito la Città Metropolitana di Sassari. Ogni riorganizzazione amministrativa significa nuovi trattamenti, nuove nomine e documenti privacy da aggiornare. Conoscere il territorio — gli enti, la sanità privata, il comparto turistico gallurese — fa la differenza tra una consulenza teorica e una che funziona davvero.
Lavoro con enti e imprese dell'isola da anni: conosco i gestionali che usano davvero i comuni sardi, i vincoli delle strutture ricettive stagionali e come funzionano in concreto le strutture sanitarie del territorio. Non parlo di privacy in astratto.
AI Act in Sardegna: GDPR e intelligenza artificiale insieme
Anche nell'isola l'intelligenza artificiale è già realtà operativa: hotel e resort galluresi con chatbot e revenue management, cliniche private con AI diagnostica, Comuni che iniziano a valutare strumenti di AI per i servizi al cittadino. In tutti questi casi gli obblighi dell'AI Act si affiancano a quelli GDPR già noti. Per la PA sarda, in particolare, la trasparenza sul proprio DPO resta un punto debole: l'art. 37 par. 7 impone di pubblicare i dati di contatto del DPO sul sito istituzionale e di comunicarli al Garante. Le scadenze valgono per tutta l'isola: l'alfabetizzazione IA del personale (art. 4) è già obbligatoria dal 2 febbraio 2025, mentre la trasparenza verso ospiti, pazienti e cittadini (art. 50) scatta dal 2 agosto 2026.
Contenuti generati con l’IA: che cosa tocca davvero a te
Il 2 dicembre 2026 è il termine entro cui i fornitori di sistemi generativi già sul mercato prima del 2 agosto 2026 devono marcare i propri output in formato leggibile dalle macchine (art. 50 par. 2). Non è un adempimento di chi quei sistemi li usa. All’organizzazione utilizzatrice il Regolamento chiede un’altra cosa, già applicabile dal 2 agosto 2026: dichiarare i deepfake e i testi generati con l’IA che vengono pubblicati per informare il pubblico su temi di interesse pubblico, salvo che il contenuto sia stato rivisto da una persona e qualcuno se ne assuma la responsabilità editoriale (art. 50 par. 4). Alla stessa data del 2 dicembre 2026 diventano operativi i due divieti aggiunti dal Regolamento (UE) 2026/1744: deepfake intimi non consensuali e materiale pedopornografico generato con l’IA. In pratica: chiedi per iscritto ai fornitori dei tuoi strumenti generativi come rispettano l’art. 50 par. 2, e stabilisci chi rivede i contenuti prima che escano.
Casi tipici in questi settori
Referti inviati via email o portale, gestionali di prenotazione e archivi clinici: sono dati particolari, che richiedono misure rafforzate e quasi sempre una valutazione d'impatto.
Schedine alloggiati, sistemi di prenotazione e gestione delle recensioni: con personale stagionale la formazione va rifatta a ogni apertura e documentata.
Albo pretorio, istanze dei cittadini e servizi digitali: per gli enti la nomina del DPO è obbligatoria senza eccezioni e va comunicata al Garante.
Quando il DPO è obbligatorio
Il Regolamento prevede tre ipotesi di nomina obbligatoria, di cui una sola opera in automatico. Le altre due dipendono da cosa si tratta e in che misura, non dal codice ATECO. Ecco come si presentano di solito da queste parti.
| Tipo di organizzazione | DPO | Perché |
|---|---|---|
| Comune o ente pubblico | Sempre | Art. 37 par. 1 lett. a: nessuna soglia dimensionale, vale anche per gli enti piccoli. |
| Struttura sanitaria o RSA | Quasi sempre | Trattamento su larga scala di dati relativi alla salute, categoria particolare ex art. 9. |
| Terminal o operatore portuale | Da valutare | Controllo accessi permanente e videosorveglianza estesa avvicinano la soglia del monitoraggio sistematico. |
| Studio professionale | Di norma no | Il volume raramente raggiunge la larga scala. Attenzione al doppio ruolo di titolare e responsabile. |
| Azienda manifatturiera | Di norma no | Restano dovuti registro, informative, nomine, formazione e misure di sicurezza. |
Anche fuori dai casi obbligatori la nomina volontaria è ammessa e spesso utile, perché concentra la responsabilità su una figura sola e lascia traccia documentale. Approfondimento nella guida ai requisiti.
Come affidarmi l’incarico
Lo Studio è abilitato sul Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione ed è iscritto a SardegnaCAT, la centrale di committenza della Regione Sardegna. L’ente può quindi procedere con gli strumenti che già utilizza, senza attivare una procedura fuori piattaforma.
- Denominazione
- Studio Cravero Consulting — Dott. Pietro Cravero
- P.IVA / C.F.
- 03059830905 — è la chiave di ricerca del fornitore su entrambe le piattaforme
- PEC
- info.studiocravero@pec.it
- Sede
- Piazza Fiume 5B, 07100 Sassari (SS)
Le vie praticabili, a seconda dell’importo e del regolamento interno:
- affidamento diretto, nei casi e nei limiti in cui l’ordinamento lo consente;
- trattativa diretta oppure ordine su MePA;
- procedura su SardegnaCAT, per gli enti della Regione Sardegna;
- richiesta di preventivo o indagine di mercato, quando l’ente preferisce una fase aperta.
Le sanzioni del GDPR
I massimali previsti sono due e vale il più alto fra la cifra fissa e la quota sul fatturato mondiale. Va detto che nella realtà il Garante modula parecchio, tenendo conto di gravità, durata, numero di interessati e atteggiamento tenuto durante l'istruttoria.
Violazione dei principi, delle basi giuridiche, dei diritti degli interessati e delle regole sui trasferimenti extra-UE.
Obblighi del titolare e del responsabile: registro, sicurezza, notifica dei data breach, nomina del DPO, valutazione d'impatto.
Un dettaglio che sfugge: non nominare il DPO quando dovuto sta nella fascia da 10 milioni, non in quella da 20. Il problema vero è a valle, perché dove manca il DPO mancano di regola anche registro, informative e gestione dei data breach, che stanno nella fascia superiore.
Hai dubbi su cosa ti spetta? La prima call non ha costo e serve a separare gli obblighi reali da quelli che ti hanno raccontato.
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Cosa resta in mano tua
Quello che produciamo resta di proprietà dell'organizzazione, in formato aperto, e non smette di funzionare quando finisce l'incarico.
- Registro dei trattamenti ex art. 30, compilato sulla tua attività reale
- Informative per clienti, dipendenti, fornitori e videosorveglianza
- Nomine di responsabili, autorizzati e amministratori di sistema
- Valutazione d'impatto dove dovuta, con l'analisi che la giustifica
- Procedura data breach con modulistica e tempi di notifica
- Materiale formativo per ruolo, con attestati e registro delle ore
Le domande da fare a chi tratta i tuoi dati
Chi ti fornisce software, spazio cloud o servizi amministrativi tratta dati per tuo conto, e la tua posizione dipende anche dalla sua. Le domande vanno poste nero su bianco.
- C'è un contratto che vi qualifica come responsabili del trattamento, e cosa vi impegna a fare?
- Chi sono i vostri sub-responsabili, e come veniamo avvisati delle variazioni?
- Su quali server risiedono i nostri dati, e avvengono trasferimenti fuori dallo Spazio economico europeo?
- Quali sono i tempi e i contenuti della vostra comunicazione in caso di data breach?
- Cosa succede ai dati quando il contratto finisce, e in quanto tempo?
- Ci sono componenti di intelligenza artificiale attive nel software, e si possono disattivare?
Quella sull'intelligenza artificiale è la domanda più nuova e la più trascurata: capita spesso che un aggiornamento accenda funzioni generative senza che nessuno lo abbia chiesto.
Domande frequenti
Chi è il DPO e quando è obbligatorio in Sardegna?
Il DPO (Data Protection Officer) è obbligatorio per tutta la Pubblica Amministrazione e per chi tratta dati sanitari o particolari su larga scala. In Sardegna riguarda Comuni, ASL, cliniche, poliambulatori e molte aziende.
Che differenza c'è tra consulente privacy e DPO?
Il consulente privacy ti aiuta ad adeguarti al GDPR (documenti, processi, formazione). Il DPO è una figura nominata formalmente e indipendente, che vigila sui trattamenti ed è il punto di contatto con il Garante. Offro entrambi i servizi.
Operate in tutta la Sardegna?
Si. Sede a Sassari e assistenza in tutta l'isola: Cagliari, Olbia, Oristano, Nuoro e i 377 comuni sardi. Incontri in sede dove serve, gestione documentale digitale per il resto.
Quanto costa la consulenza GDPR in Sardegna?
Dipende dalla dimensione e dai trattamenti. Per uno studio medico singolo si parte da circa 2.400 euro/anno; per PMI e PA il preventivo è su misura. La prima valutazione è gratuita.
Seguite anche l'AI Act in Sardegna, oltre al GDPR?
Si. Hotel con chatbot e revenue management, cliniche con AI diagnostica, Comuni che introducono strumenti di AI per i servizi al cittadino: sono tutti casi in cui gli obblighi AI Act si sommano a quelli GDPR già noti alle organizzazioni sarde. Offro una valutazione unica su entrambe le normative.
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