Pagina aggiornata al 26 agosto 2026 · a cura del Dott. Pietro Cravero, DPO certificato
A Cremona l'obbligo AI Act più concreto non riguarda macchinari o algoritmi complessi: riguarda i testi e le immagini con cui si vende. Descrizioni di prodotto, traduzioni, foto di catalogo e risposte automatiche ai clienti stranieri sono contenuti generati artificialmente, e dal 2 agosto 2026 vanno dichiarati come tali. Dal 2 dicembre 2026 la marcatura deve essere anche leggibile da una macchina. È un adempimento poco costoso e ampiamente disatteso. Come DPO certificato seguo imprese ed enti cremonesi nella classificazione dei loro sistemi.
L'incarico riguarda la conformità normativa, non la tecnologia. Il lavoro parte dal censimento dei sistemi di intelligenza artificiale effettivamente in uso, prosegue con la loro classificazione per rischio e per ruolo, e si chiude con la documentazione che rende dimostrabile l'adempimento davanti a un'autorità.
Restano fuori dal perimetro la selezione dei fornitori tecnologici, lo sviluppo e la configurazione dei sistemi. Sono attività che richiedono un profilo tecnico diverso dal mio, e sovrapporre i due ruoli non conviene a nessuno: il mio intervento si affianca a chi già segue la parte informatica.
Un punto va chiarito subito perché genera confusione: l'AI Act si somma al GDPR e non lo sostituisce. Le due discipline si appoggiano agli stessi fatti aziendali, quindi vanno impostate insieme se si vuole che la documentazione regga.
Testi, traduzioni e immagini generate ricadono negli obblighi di trasparenza dell'art. 50. Chatbot e assistenti all'acquisto vanno dichiarati come sistemi automatici.
Visione artificiale per la selezione e il controllo qualità: rischio minimo, salvo che il sistema operi come componente di sicurezza di una linea di produzione.
Manutenzione predittiva e controllo di processo restano a rischio minimo. I sistemi che misurano il rendimento delle persone si spostano nell'Allegato III.
Supporto diagnostico e triage rientrano fra i sistemi ad alto rischio. Per i comuni il tema sono chatbot, smistamento delle istanze e trasparenza verso il cittadino.
Questa è la mappatura che ricorre più spesso nelle organizzazioni del territorio. Non sostituisce l'assessment, ma serve a capire in anticipo dove ci si trova.
| Sistema | Classe | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Generazione di testi, traduzioni e immagini di catalogo | Rischio limitato | Marcatura dei contenuti generati artificialmente, con la parte leggibile automaticamente dal 2 dicembre 2026. |
| Chatbot multilingua sul sito o sul marketplace | Rischio limitato | Va dichiarato che l'interlocutore è un sistema automatico. Obbligo applicabile dal 2 agosto 2026. |
| Visione artificiale per selezione e controllo qualità | Rischio minimo | Da censire nel registro dei sistemi. Attenzione se il sistema governa la sicurezza di una linea. |
| Monitoraggio ambientale e di stalla | Rischio minimo | Non tratta dati personali, ma va censito. Cambia quadro se le stesse telecamere inquadrano postazioni di lavoro. |
| Rilevazione presenze con riconoscimento biometrico | Alto rischio | Categorizzazione dei lavoratori e dato biometrico: valutazione d'impatto obbligatoria e alternative meno invasive da documentare. |
| Filtri automatici sulle candidature | Alto rischio | Rientra nell'Allegato III. Nessuna decisione sul rapporto di lavoro può poggiare solo sull'esito del sistema. |
| Supporto diagnostico e triage | Alto rischio | Allegato III: sorveglianza umana, qualità dei dati e registrazione. Obblighi dal 2 dicembre 2027. |
| Smistamento automatico delle istanze in comune | Rischio minimo | Nessun obbligo specifico oltre a censimento e formazione, salvo che incida sull'esito del procedimento. |
Il livello si valuta per singolo sistema, non per organizzazione. Dettaglio ed esempi: i quattro livelli di rischio.
Le imprese cremonesi sono quasi sempre utilizzatori: acquistano piattaforme di vendita, gestionali e sistemi di visione da fornitori esterni. Il ruolo di fornitore riguarda chi integra funzioni intelligenti in macchinari destinati al mercato, ipotesi concreta nella meccanica agricola e nell'impiantistica per l'agroalimentare. Attenzione a un caso frequente in chi vende online: pubblicare contenuti generati da un modello altrui non fa di te un fornitore, ma ti rende comunque responsabile della trasparenza verso chi li riceve.
Alfabetizzazione IA del personale (art. 4) e divieti sulle pratiche a rischio inaccettabile (art. 5).
Obblighi di trasparenza (art. 50) applicabili. Le autorità nazionali hanno pieni poteri di vigilanza e sanzione.
Marcatura leggibile automaticamente dei contenuti generati dall'IA, più i nuovi divieti sui sistemi di nudificazione.
Gli obblighi sui sistemi ad alto rischio arrivano tra il 2 dicembre 2027 (Allegato III) e il 2 agosto 2028 (Allegato I). Calendario completo, aggiornato al Digital Omnibus e ai decreti attuativi italiani, nella guida alle scadenze. Sui quattro livelli: livelli di rischio dell'AI Act.
Sulle sanzioni gira parecchia imprecisione. I livelli previsti sono tre, e va ricordato che per le piccole e medie imprese vale il minore fra i due parametri indicati, non il più alto.
Sistemi che ricadono fra le pratiche proibite: manipolazione del comportamento, social scoring, rilevazione delle emozioni in ambito lavorativo.
Inosservanza degli obblighi ordinari, dalla trasparenza verso gli utenti agli adempimenti previsti per l'alto rischio.
Dichiarazioni non veritiere o incomplete rese all'autorità durante un accertamento.
Sul piano nazionale i decreti approvati il 4 agosto 2026 graduano gli importi per gravità, con massimali in alcune fattispecie inferiori a quelli europei. La vigilanza sul mercato spetta ad ACN, la notifica ad AgID.
Da non fraintendere: per l'obbligo di formazione dell'art. 4 non esiste una sanzione dedicata. Pesa però nel calcolo delle altre, perché l'autorità valuta la diligenza complessiva del soggetto. Costa poco assolverlo e quasi nessuno lo fa per tempo.
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Stabiliamo in quale categoria rientra ciascun sistema e se la tua organizzazione è fornitore o utilizzatore.
Adeguiamo informative, avvisi sui chatbot e marcatura dei contenuti generati. Adeguamento art. 50.
Sessioni pratiche con attestato e registro delle ore, per documentare l'adempimento dell'art. 4. Formazione AI Act.
Policy aziendale sull'uso dell'IA e registro dei sistemi, integrati con la documentazione GDPR già esistente.
Quello che produciamo resta di proprietà dell'organizzazione e continua a servire anche se il rapporto si interrompe. Non uso formati chiusi né piattaforme che trattengono i documenti.
Chi usa sistemi altrui dipende, per la propria conformità, da ciò che il fornitore dichiara. Ecco le domande da mettere nero su bianco prima della firma o del rinnovo.
Le risposte vanno conservate insieme all'accordo sul trattamento ex art. 28 GDPR.
Sì, quando il testo è generato o modificato in modo sostanziale da un sistema di intelligenza artificiale e viene diffuso al pubblico. L'art. 50 chiede una marcatura riconoscibile, e dal 2 dicembre 2026 anche leggibile automaticamente. Non serve un disclaimer invasivo su ogni riga: serve una soluzione coerente e documentata nella policy aziendale.
Due, che vanno affrontati insieme. Il primo è dichiarare che l'interlocutore è un sistema automatico. Il secondo è la disciplina del trasferimento dei dati: il fornitore del chatbot va nominato responsabile ex art. 28, e se l'infrastruttura sta fuori dall'Unione occorre individuare la base del trasferimento e definire per quanto tempo restano memorizzate le conversazioni.
Di norma no: guarda oggetti, non persone, e resta a rischio minimo. Va verificato se opera come componente di sicurezza di una macchina già coperta dalla normativa di armonizzazione, ipotesi che porta all'Allegato I con obblighi dal 2 agosto 2028. E va verificato che la stessa telecamera non inquadri, di fatto, le postazioni di lavoro.
Dall'inventario dei sistemi realmente in uso, incluse le funzioni già presenti nei gestionali e nelle piattaforme di vendita, spesso attivate senza una decisione esplicita. Nella maggior parte delle organizzazioni il censimento restituisce il doppio dei sistemi attesi.
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