Settore · Scuole, istituti e formazione

GDPR e AI Act per scuole e istituti di istruzione

Le scuole trattano dati di minori, e il GDPR li considera meritevoli di una protezione specifica. A questo si aggiunge un fatto che pochi istituti hanno messo a fuoco: l'AI Act elenca espressamente l'istruzione tra i settori ad alto rischio, e gli strumenti di intelligenza artificiale usati per valutare o ammettere gli studenti ricadono nel regime più severo del Regolamento.

Per le scuole statali il DPO è obbligatorio, in quanto enti pubblici, senza soglie e senza eccezioni. Per le paritarie l'obbligo va valutato, ma il trattamento di dati di minori su larga scala lo rende quasi sempre dovuto. Sul fronte AI Act: i sistemi usati per ammissione, valutazione degli apprendimenti e monitoraggio durante gli esami rientrano nell'Allegato III tra quelli ad alto rischio, e il riconoscimento delle emozioni negli istituti di istruzione è vietato dal 2 febbraio 2025.

Perché i dati dei minori richiedono più attenzione

Il GDPR dedica ai minori una tutela rafforzata. Il considerando 38 lo dice esplicitamente: i minori meritano una protezione specifica perché possono essere meno consapevoli dei rischi e delle conseguenze del trattamento dei loro dati. Questo si traduce in tre conseguenze operative per una scuola.

Attenzione a una confusione ricorrente. Gran parte dei trattamenti scolastici si fonda sull'obbligo di legge o sull'esecuzione di un compito di interesse pubblico, non sul consenso. Chiedere il consenso dove non serve non è un eccesso di prudenza: è un errore, perché lascia intendere alle famiglie una facoltà di revoca che in realtà non esiste.

Gli adempimenti che riguardano ogni istituto

Registro elettronico e piattaforme didattiche

Sono i due trattamenti su cui si concentrano più criticità, per una ragione strutturale: la scuola resta titolare, ma i dati transitano su sistemi di terzi. Vanno quindi verificati la nomina a responsabile ai sensi dell'art. 28, le istruzioni impartite, la localizzazione dei dati, i tempi di conservazione e gli eventuali sub-responsabili.

Nelle piattaforme in versione gratuita per l'istruzione va controllato con particolare cura un punto: se e come i dati degli studenti vengono utilizzati per finalità del fornitore diverse dall'erogazione del servizio.

Foto, riprese e saggi di fine anno

È il tema che genera più contenzioso con le famiglie. La distinzione che conta è tra chi effettua la ripresa e per quale finalità:

La prassi che funziona è informare le famiglie a inizio anno con un documento chiaro, distinguendo le tre ipotesi, e raccogliere il consenso solo per ciò che lo richiede davvero.

AI Act: l'istruzione è tra i settori ad alto rischio

Questo è il punto che quasi nessun istituto ha ancora affrontato. L'Allegato III del Regolamento (UE) 2024/1689 elenca espressamente l'istruzione e la formazione professionale tra i settori ad alto rischio, con riferimento ai sistemi destinati a:

Gli obblighi relativi diventano applicabili dal 2 dicembre 2027. Sono già in vigore, invece, due cose: il divieto di riconoscimento delle emozioni negli istituti di istruzione (art. 5, dal 2 febbraio 2025) e l'obbligo di alfabetizzazione del personale (art. 4), che riguarda qualunque scuola in cui docenti o segreteria usino strumenti di IA generativa, anche solo per preparare materiali.

Su quest'ultimo punto vale la pena essere chiari: se in istituto qualcuno usa un assistente conversazionale per redigere documenti o preparare lezioni, l'obbligo di formazione c'è ed è scoperto da oltre un anno. Ne parliamo nel dettaglio nella pagina sulla formazione AI Act.

Domande frequenti

Le scuole devono nominare un DPO?

Le scuole statali sì, senza eccezioni: sono enti pubblici e l'art. 37 par. 1 lett. a del GDPR rende la nomina obbligatoria a prescindere dalle dimensioni. Per gli istituti paritari l'obbligo va valutato, ma il trattamento di dati di minori e di categorie particolari su larga scala lo rende quasi sempre dovuto.

Serve il consenso dei genitori per il registro elettronico?

No. Il registro elettronico serve all'esecuzione di compiti istituzionali della scuola e si fonda sull'obbligo di legge o sull'interesse pubblico, non sul consenso. Va però resa un'informativa completa e va verificata la nomina a responsabile del trattamento del fornitore della piattaforma.

I genitori possono filmare il saggio scolastico?

Sì, se la ripresa è destinata a un uso strettamente personale e familiare: in quel caso il GDPR non si applica. La situazione cambia se il video viene pubblicato sui social, perché a quel punto il genitore diventa titolare di un trattamento. È buona prassi che la scuola lo ricordi per iscritto prima dell'evento.

Un software che valuta gli studenti rientra nell'AI Act?

Sì, e nella categoria più severa. L'Allegato III elenca espressamente i sistemi destinati a valutare i risultati dell'apprendimento, a determinare l'accesso agli istituti e a monitorare comportamenti vietati durante gli esami. Sono classificati ad alto rischio, con obblighi applicabili dal 2 dicembre 2027.

Il riconoscimento delle emozioni in classe è ammesso?

No. L'art. 5 dell'AI Act vieta espressamente i sistemi di riconoscimento delle emozioni negli istituti di istruzione, salvo ragioni mediche o di sicurezza. Il divieto è in vigore dal 2 febbraio 2025 e la violazione ricade nella fascia sanzionatoria più alta.

I docenti che usano ChatGPT devono essere formati?

Sì. L'art. 4 dell'AI Act impone a chi utilizza sistemi di IA di garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione del personale che se ne occupa, senza soglie dimensionali e indipendentemente dal livello di rischio dello strumento. L'obbligo è applicabile dal 2 febbraio 2025 e va documentato con piano formativo, attestati e registro delle ore.

Approfondimenti: formazione AI Act per il personale · i quattro livelli di rischio · GDPR per la Pubblica Amministrazione · servizio DPO esterno.

A cura del Dott. Pietro Cravero, DPO certificato (IDcert, Master II livello in Trattamento dei Dati Personali — Università Roma Tre). Studio Cravero Consulting ricopre il ruolo di DPO esterno per aziende, studi professionali ed enti pubblici in tutta Italia. Chi sono.

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