Consulenza GDPR e DPO esterno a Milano
Pagina aggiornata al 31 agosto 2026 · a cura del Dott. Pietro Cravero, DPO certificato
Cerchi un DPO esterno o un consulente privacy a Milano? Il servizio è pensato per aziende, studi e organizzazioni di Milano con consulenza GDPR completa e documentazione a norma.
Come lavoro: lo Studio ha sede a Sassari e segue le organizzazioni di Milano da remoto, con un unico referente e senza passaggi fra consulenti diversi. Gli incontri in presenza si concordano quando servono davvero.
Milano Lombardia
I settori del territorio e i dati che trattano: ogni pagina parte da qui.
- Startup e aziende tech
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- Sanità e studi medici
Consulenza GDPR a Milano: chi seguo
Milano e il motore di startup, aziende, e-commerce, agenzie e studi professionali d'Italia. Trattamenti di dati su larga scala, marketing, profilazione: terreno dove la conformità GDPR e sotto i riflettori.
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Casi tipici in questi settori
Fascicoli dei clienti, conservazione documentale e assistenti generativi usati per redigere atti: quest'ultimo punto fa scattare l'obbligo di formazione sull'IA.
Profilazione, cookie, carrelli abbandonati e recensioni: il consenso raccolto dal banner deve corrispondere a quello che gli script fanno davvero.
Crescita rapida e strumenti adottati senza passare dall'IT: il registro dei trattamenti invecchia in fretta e va aggiornato quando cambia lo stack.
Dati sulla salute (art. 9), referti inviati per email, fascicoli e software clinici che integrano funzioni di intelligenza artificiale. Per ospedali, case di cura e RSA il DPO è di regola obbligatorio; per il singolo studio medico di norma no, ma registro, informative e nomine dei fornitori restano dovuti.
Quando il DPO è obbligatorio
Il Regolamento prevede tre ipotesi di nomina obbligatoria, di cui una sola opera in automatico. Le altre due dipendono da cosa si tratta e in che misura, non dal codice ATECO. Ecco come si presentano di solito da queste parti.
| Tipo di organizzazione | DPO | Perché |
|---|---|---|
| Comune o ente pubblico | Sempre | Art. 37 par. 1 lett. a: nessuna soglia dimensionale, vale anche per gli enti piccoli. |
| Struttura sanitaria o RSA | Quasi sempre | Trattamento su larga scala di dati relativi alla salute, categoria particolare ex art. 9. |
| Operatore logistico con tracciamento mezzi | Da valutare | Geolocalizzazione e misurazione delle attività possono configurare monitoraggio sistematico su larga scala. |
| Studio professionale | Di norma no | Il volume raramente raggiunge la larga scala. Attenzione al doppio ruolo di titolare e responsabile. |
| Azienda manifatturiera | Di norma no | Restano dovuti registro, informative, nomine, formazione e misure di sicurezza. |
Anche fuori dai casi obbligatori la nomina volontaria è ammessa e spesso utile, perché concentra la responsabilità su una figura sola e lascia traccia documentale. Approfondimento nella guida ai requisiti.
Il tuo caso non è in tabella? Fai il test in un minuto →
Il GDPR non richiede la presenza fisica del DPO
Il GDPR non impone che il DPO sia fisicamente in sede. Registro dei trattamenti, informative, DPIA, audit e formazione si svolgono in digitale in modo efficace e tracciato. Per le realtà di Milano significa accedere a una consulenza specializzata senza vincoli geografici e senza costi di trasferta.
AI Act a Milano
Startup, marketing digitale e HR milanesi fanno un uso intensivo di algoritmi: motori di raccomandazione, profilazione dei clienti, screening automatizzato dei candidati. Molti di questi sistemi rientrano nel perimetro dell'AI Act, spesso come sistemi ad alto rischio in ambito recruiting. Ho dedicato una pagina alla classificazione del rischio, al ruolo di fornitore o utilizzatore e alle scadenze per le aziende di Milano: Consulente AI Act a Milano →
Contenuti generati con l’IA: che cosa tocca davvero a te
Il 2 dicembre 2026 è il termine entro cui i fornitori di sistemi generativi già sul mercato prima del 2 agosto 2026 devono marcare i propri output in formato leggibile dalle macchine (art. 50 par. 2). Non è un adempimento di chi quei sistemi li usa. All’organizzazione utilizzatrice il Regolamento chiede un’altra cosa, già applicabile dal 2 agosto 2026: dichiarare i deepfake e i testi generati con l’IA che vengono pubblicati per informare il pubblico su temi di interesse pubblico, salvo che il contenuto sia stato rivisto da una persona e qualcuno se ne assuma la responsabilità editoriale (art. 50 par. 4). Alla stessa data del 2 dicembre 2026 diventano operativi i due divieti aggiunti dal Regolamento (UE) 2026/1744: deepfake intimi non consensuali e materiale pedopornografico generato con l’IA. In pratica: chiedi per iscritto ai fornitori dei tuoi strumenti generativi come rispettano l’art. 50 par. 2, e stabilisci chi rivede i contenuti prima che escano.
Le sanzioni del GDPR
I massimali previsti sono due e vale il più alto fra la cifra fissa e la quota sul fatturato mondiale. Va detto che nella realtà il Garante modula parecchio, tenendo conto di gravità, durata, numero di interessati e atteggiamento tenuto durante l'istruttoria.
Violazione dei principi, delle basi giuridiche, dei diritti degli interessati e delle regole sui trasferimenti extra-UE.
Obblighi del titolare e del responsabile: registro, sicurezza, notifica dei data breach, nomina del DPO, valutazione d'impatto.
Un dettaglio che sfugge: non nominare il DPO quando dovuto sta nella fascia da 10 milioni, non in quella da 20. Il problema vero è a valle, perché dove manca il DPO mancano di regola anche registro, informative e gestione dei data breach, che stanno nella fascia superiore.
Hai dubbi su cosa ti spetta? La prima call non ha costo e serve a separare gli obblighi reali da quelli che ti hanno raccontato.
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Cosa comprende il servizio
- DPO esterno: nomina formale, vigilanza, contatto con il Garante
- Registro dei trattamenti e informative a norma
- DPIA per i trattamenti ad alto rischio
- Audit privacy e analisi del rischio
- Formazione GDPR online con attestati
- Cookie e siti web: banner e compliance
Prima di decidere, tre approfondimenti utili: i compiti del DPO · chi può ricoprire il ruolo · cosa determina il costo.
Cosa resta in mano tua
Quello che produciamo resta di proprietà dell'organizzazione, in formato aperto, e non smette di funzionare quando finisce l'incarico.
- Registro dei trattamenti ex art. 30, compilato sulla tua attività reale
- Informative per clienti, dipendenti, fornitori e videosorveglianza
- Nomine di responsabili, autorizzati e amministratori di sistema
- Valutazione d'impatto dove dovuta, con l'analisi che la giustifica
- Procedura data breach con modulistica e tempi di notifica
- Materiale formativo per ruolo, con attestati e registro delle ore
Le domande da fare a chi tratta i tuoi dati
Chi ti fornisce software, spazio cloud o servizi amministrativi tratta dati per tuo conto, e la tua posizione dipende anche dalla sua. Le domande vanno poste nero su bianco.
- C'è un contratto che vi qualifica come responsabili del trattamento, e cosa vi impegna a fare?
- Chi sono i vostri sub-responsabili, e come veniamo avvisati delle variazioni?
- Su quali server risiedono i nostri dati, e avvengono trasferimenti fuori dallo Spazio economico europeo?
- Quali sono i tempi e i contenuti della vostra comunicazione in caso di data breach?
- Cosa succede ai dati quando il contratto finisce, e in quanto tempo?
- Ci sono componenti di intelligenza artificiale attive nel software, e si possono disattivare?
Quella sull'intelligenza artificiale è la domanda più nuova e la più trascurata: capita spesso che un aggiornamento accenda funzioni generative senza che nessuno lo abbia chiesto.
Domande frequenti — DPO a Milano
Il DPO deve essere fisicamente presente in azienda?
No. Il GDPR non impone la presenza fisica del DPO: richiede che sia facilmente raggiungibile e in grado di svolgere i propri compiti. Registro, informative, DPIA, audit e formazione si gestiscono in digitale; dove serve un sopralluogo si organizza un intervento dedicato.
Quanto costa un DPO esterno a Milano?
Dipende dalla dimensione e dai trattamenti. La prima videocall di valutazione è gratuita e ricevi un preventivo su misura, senza costi di trasferta.
Le startup e le aziende di marketing di Milano devono valutare l'AI Act?
Spesso si. Sistemi di profilazione avanzata, motori di raccomandazione e strumenti di selezione del personale basati su AI rientrano frequentemente tra i sistemi ad alto rischio previsti dall'AI Act, oltre agli obblighi GDPR sui dati di clienti e candidati.
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