Settore · Associazioni ed enti del terzo settore

GDPR per associazioni ed enti del terzo settore

Un'associazione tratta dati di soci, donatori, volontari e beneficiari, spesso con una struttura amministrativa minima e senza nessuno che se ne occupi in modo specifico. Il Regolamento non prevede esenzioni per gli enti senza scopo di lucro: prevede però alcune regole pensate proprio per loro, e conoscerle semplifica parecchio il lavoro.

Il GDPR non esenta il terzo settore, ma l'art. 9, par. 2, lett. d contiene una previsione dedicata: le associazioni senza scopo di lucro con finalità politiche, filosofiche, religiose o sindacali possono trattare i dati particolari dei propri membri senza consenso, nell'ambito delle loro legittime attività e con adeguate garanzie, purché i dati non siano comunicati all'esterno senza consenso. È la norma che rende gestibile l'attività associativa, e quasi nessuno la applica correttamente.

Chi tratta cosa, in un'associazione

L'esenzione dell'art. 9 e i suoi limiti

Molte associazioni chiedono ai soci un consenso che la norma non richiede, e poi si trovano nell'impossibilità di gestire il rapporto se qualcuno lo revoca. La previsione dell'art. 9, par. 2, lett. d consente il trattamento dei dati particolari dei membri, degli ex membri e di chi ha contatti regolari con l'ente, ma a tre condizioni precise:

Il limite che conta. L'esenzione copre l'attività interna, non la comunicazione a terzi. Pubblicare l'elenco dei soci, condividere anagrafiche con una federazione o inviare i dati a un partner richiede una base giuridica autonoma, quasi sempre il consenso.

Donatori e raccolta fondi

La gestione del donatore ha due piani distinti che vanno tenuti separati.

Il primo è l'adempimento fiscale e contabile: registrare l'erogazione, emettere la ricevuta, conservare la documentazione. Si fonda sull'obbligo di legge e non richiede consenso.

Il secondo è la relazione con il donatore: newsletter, richieste di rinnovo, campagne, profilazione della propensione a donare. Qui la base giuridica va scelta con attenzione — consenso o legittimo interesse a seconda del caso — e l'informativa deve dire chiaramente cosa accadrà dopo la donazione. Una persona che dona una volta non ha automaticamente accettato di ricevere comunicazioni per sempre.

Sul 5 per mille: gli enti ricevono dall'Agenzia delle Entrate i dati dei contribuenti che hanno espressamente acconsentito alla comunicazione. Quei dati possono essere usati per ringraziare e informare, ma restano soggetti a informativa e a limiti di conservazione, e non si fondono automaticamente con la base dati dei donatori diretti.

Volontari e beneficiari

Il registro dei volontari è un obbligo di legge per gli enti del terzo settore, collegato all'obbligo assicurativo. I dati raccolti vanno limitati a quanto serve per quelle finalità: non è necessario, ad esempio, conservare curricula dettagliati o informazioni sanitarie non pertinenti.

Discorso diverso per i beneficiari dei servizi. Le ODV che assistono minori, anziani, persone con disabilità o in condizione di fragilità trattano dati sanitari e informazioni su condizioni personali delicate. Qui servono misure rafforzate, accessi limitati alle sole persone che ne hanno bisogno, e una valutazione sull'obbligo di DPO che in questi casi può risultare positiva.

Il minimo indispensabile

Un'ultima nota su chi usa strumenti di intelligenza artificiale per redigere bandi, comunicazioni o rendicontazioni: l'obbligo di alfabetizzazione del personale previsto dall'art. 4 dell'AI Act si applica anche agli enti non profit, senza soglie dimensionali.

Domande frequenti

Un'associazione deve tenere il registro dei trattamenti?

Quasi sempre sì. L'esenzione per gli enti sotto i 250 dipendenti non si applica quando il trattamento non è occasionale o riguarda categorie particolari di dati: due condizioni che in un'associazione ricorrono di norma, tra libro soci, donatori e volontari.

Serve il consenso dei soci per trattare i loro dati?

Per l'attività associativa ordinaria no: la base giuridica è l'esecuzione del contratto associativo. Per i dati particolari dei membri, l'art. 9 par. 2 lett. d consente il trattamento senza consenso nell'ambito delle legittime attività dell'ente, con adeguate garanzie e a condizione che i dati non escano dall'associazione.

Possiamo pubblicare l'elenco dei soci sul sito?

Non senza consenso. L'esenzione dell'art. 9 copre il trattamento interno, non la comunicazione a terzi: la pubblicazione rende i dati accessibili a chiunque e richiede quindi una base giuridica autonoma, che di norma è il consenso specifico degli interessati.

I dati del 5 per mille si possono usare per le newsletter?

Con cautela. L'Agenzia delle Entrate trasmette i dati dei contribuenti che hanno espressamente acconsentito alla comunicazione all'ente. Quei dati possono essere usati per ringraziare e informare sull'attività, ma restano soggetti a informativa e limiti di conservazione, e non si fondono automaticamente con l'anagrafica dei donatori diretti.

Un'ODV che assiste persone fragili deve nominare il DPO?

Va valutato con attenzione, e l'esito è spesso positivo. Il trattamento di dati sanitari o relativi a condizioni di fragilità su larga scala rientra nell'obbligo dell'art. 37 par. 1 lett. c. Contano il numero di persone assistite, la continuità del servizio e la natura dei dati raccolti.

I volontari devono essere formati sulla privacy?

Sì, se accedono a dati personali. La formazione non dipende dalla natura del rapporto ma dall'accesso ai dati: un volontario che gestisce l'anagrafica soci o assiste beneficiari deve ricevere istruzioni scritte e formazione documentata, esattamente come un dipendente.

Approfondimenti: GDPR per la PA · GDPR per cooperative · registro dei trattamenti · informative privacy.

A cura del Dott. Pietro Cravero, DPO certificato (IDcert, Master II livello in Trattamento dei Dati Personali — Università Roma Tre). Studio Cravero Consulting ricopre il ruolo di DPO esterno per aziende, studi professionali ed enti pubblici in tutta Italia. Chi sono.

La tua associazione ha registro e informative aggiornati?

Nella maggior parte degli enti che seguo mancava almeno uno dei due. La prima call è gratuita e serve a capire da dove partire.