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Verifica di completezza dell’informativa privacy

Carica il PDF della tua informativa, o incollane il testo: ottieni un punteggio di completezza, la leggibilità del testo e l’elenco degli elementi richiesti dagli artt. 13 e 14 del GDPR che non risultano presenti. L’analisi avviene nel tuo browser: il documento non viene inviato da nessuna parte.

oppure incolla il testo
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Il documento non lascia il tuo browser. Il PDF e il testo vengono letti e analizzati in questa pagina: nulla viene trasmesso a un server, nulla viene salvato, tutto scompare quando chiudi la scheda. Quando scegli un PDF, la pagina scarica da questo sito il programma che serve a leggerlo (PDF.js): è l’unica richiesta, e non contiene il tuo file. Puoi verificarlo aprendo gli strumenti per sviluppatori, nella scheda Rete. Il correttore ortografico del browser è disattivato su questo campo, perché nella versione «avanzata» di alcuni browser invierebbe il testo al proprio servizio. Restano fuori dal mio controllo le estensioni che hai installato tu.

Che cosa fa e che cosa non fa. Questo strumento verifica la completezza formale: controlla se nel testo compaiono gli elementi che il Regolamento impone di indicare. Non esprime un giudizio di conformità, perché la conformità dipende anche dal fatto che quello che c’è scritto sia corretto, e questo richiede una lettura umana. Un’informativa può contenere tutti e quattordici gli elementi ed essere comunque sbagliata; può mancarne uno ed essere legittima, perché quell’elemento nel caso concreto non è dovuto.

Come funziona il controllo

L’art. 13 del Regolamento elenca le informazioni che il titolare deve fornire quando raccoglie i dati presso l’interessato. L’art. 14 aggiunge l’indicazione della fonte quando i dati sono stati ottenuti altrove. Lo strumento cerca nel testo i riferimenti a ciascuno di questi elementi e ti dice quali non trova.

Il controllo è sull’assenza, che nella pratica è l’errore più diffuso: informative copiate da un modello che non menzionano i tempi di conservazione, non indicano il diritto di reclamo al Garante, o dichiarano un legittimo interesse senza dire quale sia. Sono lacune verificabili con precisione, ed è questo che lo strumento fa bene.

Quello che non può fare è valutare la sostanza: se la base giuridica indicata è quella corretta, se le finalità sono descritte in modo abbastanza specifico, se i tempi di conservazione sono proporzionati, se i destinatari elencati corrispondono ai fornitori realmente utilizzati. Sono le domande che richiedono di conoscere l’organizzazione, e le trovi elencate nel risultato come punti da verificare a mano.

Se risultano elementi mancanti

Nella maggior parte dei casi si tratta di integrazioni circoscritte, non di riscrivere tutto. Se preferisci che me ne occupi io, la revisione di un’informativa è un intervento breve: la leggo, verifico anche la parte sostanziale che lo strumento non copre, e ti restituisco il testo corretto con l’indicazione di cosa è cambiato e perché.

Vuoi che la sistemi io?

Mandami l’informativa e ti dico cosa manca davvero, compresa la parte che un controllo automatico non può vedere. Se serve solo un ritocco te lo dico e finisce lì.

Domande frequenti

Lo strumento dice se la mia informativa è conforme?

No, e non potrebbe. Verifica la completezza formale, cioè se nel testo compaiono gli elementi che gli artt. 13 e 14 impongono di indicare. La conformità dipende anche dalla correttezza sostanziale di ciò che è scritto: se la base giuridica indicata è quella giusta, se le finalità sono specifiche, se i tempi di conservazione sono proporzionati. Sono valutazioni che richiedono una lettura umana.

Il PDF o il testo che carico viene inviato da qualche parte?

No. Lettura e analisi avvengono interamente nel browser: il documento non viene trasmesso a nessun server, non viene salvato e scompare chiudendo la pagina. Quando scegli un PDF la pagina scarica da questo sito la libreria che lo legge, e nient’altro. È verificabile da chiunque negli strumenti per sviluppatori, scheda Rete.

Se mancano degli elementi la mia informativa è illegittima?

Non automaticamente. Alcuni elementi sono dovuti solo in presenza di certi presupposti: l’indicazione dei legittimi interessi serve se si invoca quella base giuridica, la revoca del consenso se si usa il consenso, i trasferimenti se effettivamente ci sono. Uno strumento automatico non conosce il contesto, per questo segnala le assenze senza qualificarle come violazioni.

Come si calcola il punteggio?

Conta solo i dieci elementi che l’art. 13 richiede in ogni caso. Ciascuno vale dieci punti se compare in forma completa, cinque se compare in forma incompleta, zero se non c’è. Ogni segnale di allarme, come il riferimento a una legge abrogata o al Privacy Shield, toglie dieci punti; cinque se riguarda solo la terminologia. Gli elementi dovuti solo in certi casi non entrano nel conto, perché lo strumento non può sapere se ti riguardano. È un punteggio di completezza, non di conformità.

Funziona con un PDF scansionato?

No. Lo strumento legge il testo contenuto nel PDF: una scansione o una foto contiene solo un’immagine, e in quel caso te lo segnala. Parti dal documento originale in Word o dalla pagina del sito, oppure incolla il testo.

Quali errori segnala oltre alle assenze?

I segnali di un testo non aggiornato o impostato male: riferimenti alla legge 675/1996, all’art. 13 del Codice privacy abrogato nel 2018, al Privacy Shield o al Safe Harbor invalidati dalla Corte di giustizia, alle vecchie autorizzazioni generali del Garante; un consenso presentato come obbligatorio o ricavato dalla semplice navigazione; dati sanitari o di altre categorie particolari senza la condizione dell’art. 9; una data di aggiornamento anteriore al 2018; la terminologia degli «incaricati del trattamento» o dei «dati sensibili»; l’assenza di qualsiasi riferimento al Regolamento europeo.

Come faccio a sapere se il risultato è giusto?

Per ogni elemento trovato lo strumento mostra il punto del testo in cui l’ha trovato. Se l’estratto non c’entra, il riscontro è sbagliato e puoi ignorarlo. È il modo più semplice per controllare un controllo automatico.

Che cosa misura la «qualità del testo»?

Tre cose che si possono misurare senza conoscere l’organizzazione e che non entrano nel punteggio: la leggibilità, con l’indice Gulpease pensato per l’italiano, perché l’art. 12 chiede un linguaggio semplice e chiaro; le formule generiche, come «finalità gestionali e amministrative» o «comunicati a terzi»; la data di aggiornamento. Il risultato si può salvare in PDF.

Le regole sull’informativa stanno per cambiare?

La Commissione europea ha proposto nel novembre 2025 il cosiddetto Digital Omnibus, che fra l’altro introdurrebbe un’esenzione dall’informativa quando c’è motivo di ritenere che l’interessato conosca già finalità e base giuridica. Al 30 settembre 2026 la parte che modifica il GDPR è ancora in discussione fra Parlamento e Consiglio: fino alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale valgono gli artt. 13 e 14 attuali, ed è su quelli che lavora lo strumento.

Funziona anche con la privacy policy di un sito web?

Sì, perché una privacy policy è un’informativa. Tieni presente che per i cookie e le tecnologie di tracciamento valgono regole ulteriori, in particolare l’art. 122 del Codice privacy, che questo controllo non copre: quella parte va verificata a parte insieme al banner.

Strumento realizzato da Dott. Pietro Cravero, titolare di Studio Cravero e DPO certificato IDcert, Master universitario di II livello in trattamento dei dati personali presso l’Università degli Studi Roma Tre. Le regole di controllo seguono gli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679.